VIGOLENO: l’ossimoro del borgo medievale sospeso nel tempo

di Matteo Bellocchio

 

A pochi chilometri dalla pianura, verso i primi declivi dell’appennino parmense, c’è un piccolissimo borgo medievale arroccato su un colle. Il complesso architettonico fa parte dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza e risale nei suoi elementi fondamentali al XIV secolo. È protetto da una lunga fortificazione, da cui si accede alla deliziosa piazzetta principale. Lascia davvero stupiti l’integrità del sistema difensivo con mura merlate, su cui spicca l’imponente mastio quadrangolare, dalla cui cima la vista spazia dai colli del parmense fino alle città a nord del Po.

Il nome, Vicus Lelius, deriva dall’antico insediamento romano, sorto in questa posizione strategica a cavallo tra la valle dello Stirione e le vie di comunicazione tra la via Emilia e il mare.

Già, il mare… Sembra un ossimoro accostare questo termine alla distesa della Pianura Padana, ma oltre i colli dell’appennino, che occludono lo sguardo verso sud-est, c’è il territorio ligure.

castello vigoleno borgo medievale gita

Il nucleo medievale dell’abitato, di forma ellissoidale, è racchiuso all’interno delle mura del castello, che è riuscito a conservarsi pressoché intatto, districandosi tra secoli e guerre. Dalla piazzetta principale, con i suoi palazzi ricoperti dall’edera, si riescono a raggiungere, in pochi passi, tutti gli angoli del borgo, tra cui la Pieve di San Giorgio, la cui denominazione rimarca ulteriormente le origini medievali e utilizza ancora oggi il termine latino plēbs-plēbis al posto della più moderna “parrocchia”. La chiesa, uno dei più fulgidi esempi di arte romanica del piacentino, risale alla seconda metà del XII secolo.

L’attuale castello, invece, fu costruito solo successivamente, verso la fine del XIV secolo dalla famiglia Scotti, i quali riuscirono a raggiungere potere e ricchezza grazie all’intraprendenza mercantile, e diventando in questo modo un punto di riferimento nell’età comunale della città di Piacenza. Il castello è diviso in due zone separate, ma collegate da un camminamento di ronda. La prima a cui si accede è la parte militare, il cui simbolo è il maestoso mastio che domina su tutta la valle. Il mastio, una alta e robusta torre merlata, che oggi ospita un museo non molto interessante, era l’estrema difesa della rocca.

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La seconda parte, quella residenziale e privata del castello, si trova nella torre a sud ed è visitabile solo con la guida. Questa zona del castello costituisce una ulteriore fortificazione, ma più piccola del mastio: la posizione è meno pericolosa perché gli attacchi arrivavano dal lato meno scosceso dello sperone di Vigoleno.

All’inizio del XX secolo Vigoleno vive una seconda giovinezza, grazie alla proprietaria dell’epoca, la principessa Ruspoli-Gramont.

Il castello diventa così un colto salotto, frequentato da personaggi straordinari del mondo dell’arte e della cultura: gli scrittori Gabriele d’Annunzio e Riccardo Bacchelli, il pianista Arthur Rubinstein e i pittori Max Ernst e Alexandre Jacovieff, solo per citarne alcuni.

Vigoleno merita di sicuro una visita di una mezza giornata, anche grazie alle osterie e ai ristoranti che permettono di degustare i prodotti tipici del territorio piacentino. Noi ci siamo fermati all’enoteca «Al Borgo Incantato di Vigoleno» che ci ha permesso di pranzare al sole, protetti dal mastio, con salumi tipici come coppa, culatello e strolghino, e innaffiando il tutto con un buon rosso locale, ma soprattutto con il vin santo di Vigoleno, una eccellenza incredibile dovuta anche, o forse a maggior ragione per questo, alla poca quantità disponibile.

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