uno degli accampamenti di Mike in giro per la penisola

MICHEAL ZANI: un vichingo a piedi per l’Italia

di Matteo Bellocchio

Partito all’equinozio di primavera e rientrato al solstizio di inverno. Otto mesi, cinquemila chilometri, un vichingo a piedi, a spasso per l’Italia e al ritmo delle stagioni. A pochi passi dal ritorno ha fatto tappa a Lodi e ha portato una ventata di calore nel gelo della pianura padana.

Micheal è un ragazzo di 22 anni, originario di Pieve Vergonte, un piccolo paesino di duemila abitanti incastonato tra i monti della Val d’Ossola, lungo il corso del fiume Toce. In questa zona il Piemonte, alzando un sopracciglio, si protende caparbiamente frastagliando il confine svizzero, che però a sua volta si vendica incuneando Lugano quasi come fosse un’enclave. È un territorio ad alta vocazione montanara, e solo chi vive sulle Alpi conosce il richiamo ancestrale che la natura, composta dal verde dei boschi e interrotta solo dalle alte vette spolverate di bianco, esercita sulla vita quotidiana. È gente abituata a lunghe camminate.

mike alla partenza

Micheal è un ragazzo timido, che da subito si deve togliere d’impaccio dalla domanda di rito sul nome. Quella “e” scavalca la di solito vittoriosa “a”, a causa di un errore dell’anagrafe. Fortunatamente si legge normalmente… tiro un sospiro di sollievo, anche se subito vengo contagiato dal suo calore e si passa a un informale Mike.

Il 22 aprile 2017, appena dopo l’equinozio di primavera, Mike decide di partire per un giro della nostra penisola, una sorta di Grand Tour postmoderno, un’avventura che richiama un più famoso viaggio in Italia, quell’Italienische Reise di Goethe. Gli obiettivi sono molto simili. Goethe diceva che per lui lo scopo di «quest’impresa apparentemente stravagante» non era quello d’illudersi, bensì di conoscere sé stesso «nel rapporto con gli oggetti», ripromettendosi «il meglio possibile». Non posso non vedere un parallelismo con quanto mi dice Mike:

in questa epoca dominata dai social, che tirano fuori il peggio di noi, volevo mostrare il bello delle persone, confermare che la bontà esiste.

Fatica a farsi sentire questa bontà, viene coperta dall’abbaiare degli haters, ma c’è, si manifesta, si tocca.

mike davanti al colosseo

Per riuscire nel suo intento, Mike si è posto una regola, che ha osservato rigidamente in tutti gli otto mesi in cui è durato il viaggio: tenere un budget giornaliero di soli cinque euro, facendo affidamento sull’ospitalità delle persone. Una ospitalità disinteressata che ci fa riscoprire il concetto teologico di dono, dall’asimmetria dello scambio salvifico compiuto da Gesù fino alla gratuità assoluta insita nel gesto di donare anche a quanti non possono contraccambiare, che è poi l’essenza della charis cristiana, il “dono di grazia”.

Sono tre le motivazioni che hanno spinto Mike a lanciarsi in questa avventura. Ispirazione: ha seguito l’esempio di un’altra grande viaggiatrice originaria delle sue zone, Darinka Montico. Da Palermo e ritorno, a piedi e da sola: un’esperienza raccontata in un libro, Walkaboutitalia, vissuta senza soldi e raccogliendo sogni. Ispirazione e determinazione: nessun rimorso nel lasciare un lavoro non gratificante e portatore di scorie tossiche, un lavoro sicuro ma senza futuro, un lavoro non appagante sulla cartina tornasole della felicità personale. Ispirazione, determinazione, ma soprattutto consapevolezza: la prematura scomparsa di una persona cara, troppo giovane per quel passo.

La consapevolezza dell’effimero, del tempus fugit, di ciò che va e non torna, di ciò che poteva essere e non è stato, di ciò che invece è, che deve essere e che sarà.

mike nella valle dei templi di agrigento

E allora via. Dapprima seguendo le antiche capitali del Regno d’Italia, lasciandosi alle spalle il suo capoluogo, Torino, per puntare verso il mare, che da ora in avanti non lo abbandonerà più. Firenze, Roma, e, come per Goethe, il passo verso Napoli è breve, ma al contrario dello scrittore tedesco Mike continua a camminare e a seguire la costa, passando per le meraviglie del Belpaese: costiera amalfitana, golfo di Salerno, e poi giù, sempre a piedi, verso Scilla e Cariddi, ricordando lo stratagemma di Ulisse per non sentire il canto delle Sirene.

È un viaggio lento, nello spazio ma anche nel tempo. Ci si ritrova catapultati nella Magna Grecia, e nelle colonie della Sicilia, che Mike percorre in senso orario. Naxos, Siracusa, Agrigento, Selinunte, e poi tutta la costa nord fino a Messina. Ma l’estate sta finendo, siamo all’equinozio d’autunno, da qui in poi le calde giornate di sole andranno piano piano accorciandosi. È tempo di ritornare.

il sentiero degli dei

Mike decide di non fermarsi più di una notte nelle tappe della risalita, per cercare di essere indietro per Natale. La Grecanide, adagiata sul versante meridionale dell’Aspromonte calabrese, vola via veloce, e accompagna questa nuova fase con l’odore della liquirizia e del bergamotto. Lo Jonio prima e l’Adriatico poi sostituiscono il loro cugino Tirreno, che fino ad ora aveva accompagnato passo dopo passo questo periplo.

Il tragitto ha seguito spesso strade e cammini storici. Prima la via Francigena e la regina viarum, l’Appia Antica, dove ancora sono visibili i solchi degli antichi carri romani. Poi il Sentiero degli Dei, chiamato così proprio per le divinità accorse in aiuto di Ulisse; in mezzo, altri passaggi in luoghi mitici e storici; infine, le grandi strade, fino alla familiare via Emilia, che da Rimini lo ha portato a Lodi, il 19 dicembre.

Mike mi aspetta davanti a casa. Io arrivo nel tardo pomeriggio, dopo una giornata di lavoro. Sono stanco, ma mi basta vederlo per capire il momento fuori dall’ordinario che sto vivendo. Prima della doccia non mi posso lasciar scappare l’occasione di riempirlo di domande.

Ho sete di conoscenza, e faccio fatica ad arginare la curiosità. Mike per l’ennesima volta racconta ad uno sconosciuto la sua storia.

erice

E poi arriva mia moglie, e Mike è costretto a ripetersi. Ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, è come se ci conoscessimo da lungo tempo. Durante la cena parliamo di tutto, soprattutto di mitologia nordica e del significato delle rune, di cui è appassionato. Ma il tempo passa veloce ed è già ora di andare a dormire. La mattina una colazione veloce e poi in strada, nel freddo pungente. Io salgo in macchina, accendo il riscaldamento e mi lascio abbracciare dal sedile; lui, con il suo zaino da 15 kg sulle spalle, si allontana tra la bruma, puntando verso Milano.

l'arrivo a pieve vergonte

Da qui fino a Pieve Vergonte la strada è breve, anche se il traffico e la stanchezza non lasciano scampo. Ma il 24 pomeriggio, pochi giorni dopo il solstizio d’inverno, e alla vigilia di Natale, Mike riabbraccia i parenti e gli amici, tra gli applausi commossi degli astanti e la commozione di tutte le persone che l’hanno ospitato, donandogli gratuitamente un luogo comodo dove dormire e un pasto caldo con il quale riempirsi la pancia,

ma ricevendo in cambio tanta gratitudine e qualche storia dal mondo, con la quale allenare l’immaginazione. E sognare. Per non perdere la speranza verso un’umanità buona, per non scordare la gioia dei piccoli gesti di attenzione verso gli altri.

Photo credits: Micheal Zani e Antonio Tancredi

2 pensieri riguardo “MICHEAL ZANI: un vichingo a piedi per l’Italia

  1. Grazie micheal per avermi trasmesso il coraggio che c’è in te .
    Non dimenticherò mai la tua forza interiore ed animo nobile .
    Un abbraccio da Antonio Ivan Guzzardi da Priolo Gargallo Prov. di Siracusa 🙂

    Mi piace

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