Isola di pasqua rapa nui viaggio autonomia consigli

ISOLA DI PASQUA: itinerario di 5 giorni a Rapa Nui (giorno #1 e #2)

di Matteo Bellocchio

 

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Questo articolo fa parte della serie sull’Isola di Pasqua. Questi sono gli altri link:
ISOLA DI PASQUA: una canzone dalla fine del mondo, guardando l’infinito alle spalle dei moai
ISOLA DI PASQUA: itinerario di 5 giorni a Rapa Nui (giorno #3)
ISOLA DI PASQUA: itinerario di 5 giorni a Rapa Nui (giorno #4 e #5)

 

Abbiamo deciso di fermarci 5 giorni, rispetto ai 3 di solito proposti dalle agenzie. Con il senno di poi la scelta è stata perfetta. Siamo riusciti a girare l’isola a piedi, in bici, in macchina e sul pickup di un abitante. Una permanenza inferiore non avrebbe permesso tutto ciò. Quanto segue è il resoconto di questa esperienza pazzesca.

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Giorno 1 – Hanga Roa

Partiamo da Santiago del Cile verso le 8 di mattina, con l’unico aereo disponibile per raggiungere l’Isola di Pasqua. Il volo dura 5 ore, a cui bisogna aggiungerci altre 2 ore di fuso orario rispetto al continente. Fuori dall’aeroporto ci incontriamo con la proprietaria del Kaimana Inn (clicca qui per usufruire del 10% di sconto sulla tua prossima destinazione!), una struttura di bungalow in pieno centro. La posizione è ottima per iniziare ad esplorare a piedi la città, l’unico luogo abitato in tutta l’isola. Ci dirigiamo verso il mare e facciamo un breve giretto nel porticciolo per prendere confidenza: è difficile descrivere le emozioni che si provano ad essere in un luogo così remoto. Da qui andiamo a vedere Ahu Tahai, un sito archeologico in cui si trova l’unico moai che ha mantenuto la colorazione degli occhi. Tornando in città ci fermiamo in una piccola spiaggetta e facciamo conoscenza con le fredde acque del Pacifico. Dopo una doccetta veloce torniamo verso la costa per ammirare il tramonto e per una bella cena. Anche costosa ovviamente, come tutto il resto che c’è qui!

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Giorno 2 – In bici, rotolando verso sud

Nonostante l’assenza totale di allenamento, decidiamo comunque di noleggiare due biciclette presso una delle tante agenzie che ci sono sulla via principale, e otteniamo pure uno sconto su un eventuale noleggio di un’auto. Ci dirigiamo verso il punto più meridionale di Rapa Nui, dove si trova il vulcano Rano Kao ed il villaggio cerimoniale di Orongo. Il tempo di fare un paio di chilometri di pianura per raggiungere le pendici dell’altura e sono già stanco: inizio a temere per la salita. Il primo pezzo dell’ascesa è abbastanza tranquillo, e l’unica difficoltà è rappresentata dalle mucche che vivono allo stato brado, spesso occupando l’intera carreggiata della strada. A metà mi arrendo, scendo e proseguo a piedi, portandomi dietro la bici e pregustandomi già la discesa. Dopo 5 chilometri arriviamo finalmente in cima, dove ci riposiamo sul bordo del vulcano. Il cratere è completamente occupato da un laghetto, parzialmente coperto da alcune piante galleggianti, mentre un cedimento del cono di fronte a noi rivela la vastità dell’oceano che si estende alle sue spalle.

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A pochi metri di distanza si trova Orongo, un antico villaggio da cui partiva la gara dell’uomo-uccello (ne ho parlato nell’articolo «ISOLA DI PASQUA: una canzone dalla fine del mondo, guardando l’infinito alle spalle dei moai»). La passeggiata, tra i ruderi di un’abitazione e i blocchi di basalto usati per la loro costruzione, regala scorci pazzeschi sullo strapiombo della scogliera e sulle isolette rocciose che interrompono il blu dell’acqua. A completare questo quadro perfetto il volo di alcuni uccelli, che dalla scogliera ci vengono a trovare, richiamando la nostra attenzione persa nel silenzio assoluto.

Nel pomeriggio, dopo essere tornati in città, esploriamo un po’ l’entroterra, costituito da un gruppo sparuto di fattorie e cavalli lasciati liberi di galoppare sulla gialla sterpaglia. Stanchi e sudati, sulla strada di ritorno, ci fermiamo ad un’altra spiaggetta dì Hanga Roa e ci godiamo il tramonto guardando qualche avventuroso surfista, mentre le teste di due tartarughe marine fanno capolino tra le onde.

La sera, dato che abbiamo ancora le bici, andiamo al Tataku Vave Restaurante, il migliore in cui mangeremo durante la nostra permanenza. Su una terrazzina a pochi metri dal mare gustiamo il ceviche, dell’ottimo pesce crudo preparato come vuole la tradizione locale.

Isola di pasqua rapa nui viaggio autonomia consigli

 

Questo articolo fa parte della serie sull’Isola di Pasqua. Questi sono gli altri link:
ISOLA DI PASQUA: una canzone dalla fine del mondo, guardando l’infinito alle spalle dei moai
ISOLA DI PASQUA: itinerario di 5 giorni a Rapa Nui (giorno #3)
ISOLA DI PASQUA: itinerario di 5 giorni a Rapa Nui (giorno #4 e #5)

 

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