scultura dal lago tjonin a reykjavik

ISLANDA low cost e fai da te: 7 giorni, in due, con 700 euro a testa

di Matteo Bellocchio

Questo articolo fa parte della trilogia sull’Islanda. Questi sono gli altri due link:
ISLANDA d’inverno: itinerario di 7 giorni, 1800 km tra bufere di neve e raffiche di vento
ISLANDA d’inverno: il richiamo ancestrale di Madre Natura

 

Quanto segue è un contenuto diverso dal taglio che sono solito dare agli altri articoli. È un riepilogo dei costi, divisi per tipologia, che ho sostenuto in Islanda. Il viaggio è stato interamente organizzato in autonomia da me e mia moglie. Ha richiesto tempo ed energie, ma ci sono venute in mente le parole di un anonimo saggio:

Ogni viaggio lo vivi tre volte, quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi.

Siamo partiti il 20 febbraio e siamo rientrati il 28 mattina, spendendo in tutto meno di 1400 euro. Non abbiamo mai cambiato i soldi in moneta locale: tutte le spese sono state effettuate pagando con carta di credito, quindi i prezzi indicati sono reali e non falsati dal tasso di cambio.

Spesa totale: 1391,06€ /2 = 695,53€

  • Voli: 325,44€ /2 = 162,72€
  • Noleggio auto: 224,28€ /2 = 112,14€
  • Carburante: 196,30€ /2 = 98,16€
  • Alloggio: (471,32€ – 45€) /2 = 213,16€
  • Vitto: 145,36€ /2 = 72,68€
  • Attrazioni e infrastrutture: 46,76€ /2 = 23,38€
  • Altre spese: 26,60€ /2 = 13,30€

la fusoliera dell'aereo precipitato sulla spiaggia nera

Voli: 325,45€ /2 = 162,72€

Abbiamo utilizzato WizzAir, volando su Vilnius all’andata e facendo scalo a Varsavia al ritorno. Il sito della compagnia non permette di trovare direttamente il collegamento Milano-Reykjavík, ma costringe a cercare separatamente le destinazioni intermedie (avevo quattro finestre del browser aperte in contemporanea per compiere simultaneamente gli acquisti). Abbiamo quindi cercato i voli in partenza dalla capitale islandese, incrociandoli poi con i voli di andata e ritorno su Milano. La soluzione più economica, ma certamente non quella più comoda, che abbiamo trovato è stata questa (le ore sono quelle locali e i prezzi includono due biglietti):

  • 20 febbraio, Milano (8.15) – Vilnius (11.40), a 44,98€;
  • 20 febbraio, Vilnius (15.55) – Reykjavík (18.25), a 89,98€;
  • 27 febbraio, Reykjavík (21.55) – Varsavia (2.50), a 159,98€;
  • 28 febbraio, Varsavia (6.25) – Milano (8.30), a 30,51€.

una veduta di Vik dalla chiesa

Noleggio auto: 224,29€ /2 = 112,14€

Dopo aver comparato i noleggi sui siti delle compagnie più blasonate, come Europcar, Hertz e Avis, abbiamo utilizzato la piattaforma Rentalcars, che è affiliata a Booking. Abbiamo scelto la vettura più economica, una utilitaria che poi si è rilevata essere una Hyundai i10. Il costo era di 143,79€ ed includeva la possibilità di scegliere tra un guidatore aggiuntivo o il wi-fi nell’abitacolo. Abbiamo scelto la prima opzione e abbiamo aggiunto una copertura assicurativa completa al costo di 80,50€. La vettura si è rivelata congrua alle nostre esigenze. Era dotata di pneumatici chiodati e guidando con prudenza non abbiamo riscontrato problemi durante le bufere di vento e neve che abbiamo incontrato.

Carburante: 196,31€ /2 = 98,16€

Abbiamo percorso poco meno di 1800 chilometri, facendo rifornimento cinque volte. Nel sud dell’isola i distributori sono pochi e distanti, quindi conviene fare il pieno appena possibile per non avere problemi. Funzionano tutti con la carta di credito, e la maggior parte ha anche il menù in italiano. I soldi vengono scalati soltanto alla fine dell’operazione, e nel caso si sia scelto un importo più alto rispetto al quantitativo versato, verrà scalato soltanto quanto effettivamente erogato.

i due fari di gardur, a pochi chilometri dall'areoporto

Alloggio: (471,32€ – 45€) /2 = 213,16€

Qui iniziano le note dolenti. Gli alloggi sono carissimi, almeno rispetto alla qualità degli stessi. Abbiamo sempre cercato ostelli e guesthouse dotati di cucina, utilizzando Booking per le prenotazioni e usufruendo dei codici sconto che si trovano in rete (qui il mio da 15€), grazie ai quali siamo riusciti a risparmiare 45€. La scelta è quasi sempre caduta sulle soluzioni più economiche (i prezzi sono per due persone):

  • 20 febbraio, Vibrant Iceland Hostel a Hafnarfjördur, 39,91€: un ostello con camere da quattro letti matrimoniali disposti su due strutture a castello. La pulizia ha lasciato un po’ desiderare, soprattutto per quanto riguarda la cucina. Il costo è circa la metà rispetto ad un ostello a Reykjavík, perché Hafnarfjördur è un anonimo paesino distante 10/15 minuti dalla capitale;
  • 21 febbraio, Guesthouse Arnarhvoll a Hvolsvöllur, 68,18€: una taverna convertita deliziosamente in due stanze con bagno in comune e piccolo cucinino. Sistemazione molto carina, ben curata e pulitissima. Hvolsvöllur è nella posizione ideale dopo aver visitato il Golden Circle, sulla strada per la lontana Vík í Mýrdal;
  • 22 febbraio, Puffin Hostel Vík a Vík, 104,49€: abbiamo ricevuto l’upgrade gratuito in una camera dell’hotel con bagno privato. Il sud dell’isola è molto caro e questa soluzione era la più economica in assoluto;
  • 23 febbraio, Hvoll Guesthouse a Kirkjubæjarklaustur, 103,37€: una fattoria nel mezzo del nulla che ha riconvertito uno stabile a struttura ricettiva. Tante stanze con 3 angoli cucina e una sala mensa comune molto caotica. Il posto è ideale per vedere l’aurora boreale perché lontano da fonti di inquinamento luminoso;
  • 24 febbraio, Borgarnes HI Hostel a Borgarnes, 75,74€: anche qui abbiamo ricevuto l’upgrade gratuito a una camera matrimoniale con bagno privato. Ostello carino e ben tenuto. Borgarnes è un’ottima base di partenza per visitare la penisola di Snæfellsnes;
  • 25 e 26 febbraio, Vibrant Iceland Hostel a Hafnarfjördur, 79,63€: siamo ritornati nello stesso ostello della prima sera, comodo sia per la visita della capitale che per raggiungere l’aeroporto.

Vitto: 145,35€ /2 = 72,68€

Abbiamo sempre mangiato negli ostelli e nelle guesthouse, facendo la spesa nei vari supermercatini e poi cucinandoci qualcosa di sera, di solito pasta o zuppa, accompagnate da salumi o formaggi. Per il giorno preparavamo dei panini, anche se spesso ci bastava una abbondante colazione al mattino e qualche frutto o dolce per arrivare alla cena.
L’acqua è potabile in tutta l’isola: abbiamo portato una borraccia che riempivamo di volta in volta.
Durante la visita di Reykjavík ci siamo fermati al famoso ristorantino Sægreifinn, al vecchio porto. Il menu è lo stesso banco frigo, dove si possono scegliere involtini di pesce cotti al momento. Noi abbiamo preso la zuppa di aragosta con uno spiedino di merluzzo e uno di salmone, accompagnando il tutto con un assaggio di balena, e spendendo 37,54€.

la fattoria con alle spalle il famoso vulcano che nel 2010 bloccò tutti i voli aerei

Attrazioni e infrastrutture: 46,76€ /2 = 23,38€

Tutti i punti di interesse sono ad accesso libero. L’unico posto dove abbiamo pagato l’ingresso costa è stato il cratere del vulcano Kerið, alla modica cifra di 6,40€.
Le strade sono gratuite, e l’unico pedaggio è stato il tunnel sottomarino che collega Reykjavík con Borgarnes, pagato 16,14€ per andare e tornare. Il tunnel è lungo quasi 6 chilometri ed è una validissima alternativa alla strada 47 che costeggia il fiordo di Hvalfjördur, lunga più di 70 chilometri per un tempo stimato di oltre un’ora.
A Reykjavík abbiamo deciso di girare la città in autonomia, parcheggiando vicino al laghetto Reykjavíkurtjörn in una delle poche strade senza stalli di sosta a pagamento. Abbiamo visitato chiese e siamo andati alla ricerca di stradine con abitazioni tipiche. Abbiamo speso 24,22€ per accedere alla Galleria Nazionale d’Islanda, un interessante museo che raccoglie opere di arte moderna e contemporanea, e che garantisce l’accesso ad altri due piccoli spazi espositivi con lo stesso biglietto.
Per un eccesso di superficialità non abbiamo prenotato l’ingresso a Bláa Lónið, la famosissima laguna geotermale, e quindi non siamo stati in grado di accedere al sito, il cui costo si aggirava intorno ai 55€ a testa.

un bimotore che sorvola la capitale

Altre spese: 26,60€ /2 = 13,30€

Un paio di caffè e qualche calamita per i genitori e per noi come ricordo.

 

Questo articolo fa parte della trilogia sull’Islanda. Questi sono gli altri due link:
ISLANDA d’inverno: itinerario di 7 giorni, 1800 km tra bufere di neve e raffiche di vento
ISLANDA d’inverno: il richiamo ancestrale di Madre Natura

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