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GIORDANIA low cost e fai da te: itinerario #2 fino ad Aqaba, passando per il Mar Morto e il Wadi Araba (con VIDEO)

di Matteo Bellocchio

 

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Questo articolo fa parte della serie sulla Giordania. Questi sono gli altri link:

 

GIORNO 2 – Dalla Valle del Giordano ad Aqaba, costeggiando l’intero confine israeliano e passando per il Mar Morto e il Wadi Araba

Ci svegliamo presto accolti da un sole nascente. Lo spettacolo è talmente bello che ci mette di buon umore, nonostante in casa si geli e il fiato si condensi ad ogni parola. Nessuno ha voglia di uscire dal tepore delle coperte, ma oggi abbiamo in programma il lungo spostamento da Nord a Sud, e quindi ci facciamo coraggio ed iniziamo a prepararci. Decidiamo di non rifare la strada di ieri, ma di puntare verso Ovest, verso un meraviglioso paesaggio ondulato che ci porta diretti alla verde Valle del Giordano, o perlomeno, a quel che resta di questo storico fiume. La strada corre parallela al confine, e lo spazio utile è interamente occupato da serre, che, probabilmente, sono una delle cause della crescente tensione con Israele: tutte le strade che puntano verso Ovest sono pattugliate da annoiati soldati con i fucili spianati. L’approvvigionamento idrico è una delle principali cause per le quali il Giordano si sta via via trasformando in un piccolo rigagnolo d’acqua. Il forte timore è un effetto domino, che peraltro è già in corso, come abbiamo notato sorvolando la zona durante l’atterraggio: più diminuisce la portata, meno rimane fertile questa zona e più si prosciuga il Mar Morto. C’è il rischio che la storia si ripeta: dopo il Lago d’Aral, un altro specchio d’acqua rischia di prosciugarsi per colpa dell’intervento umano.

Quando impareremo finalmente dai nostri errori?

Il Mar Morto si presenta quasi all’improvviso, e pochi chilometri dopo la zona dei resort prendiamo una deviazione verso l’interno, che ci porta al Panorama Dead Sea Complex. Si tratta di un ristorante costruito su uno sperone roccioso, quasi a strapiombo sull’acqua. L’ingresso costa 2 JOD ed è escluso dal Jordan Pass.

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Dai terrazzamenti si gode di una magnifica vista, e complice il silenzio, ognuno di noi va per la sua strada e si prende del tempo per riflettere. È strano essere sui luoghi biblici che tante volte, da bambini, abbiamo sentito nominare. A Nord l’altura del Monte Nebo rivelò a Mosè la Terra Promessa, quella fertile Valle del Giordano che ci siamo appena lasciati alle spalle. A Nord-Est, coperti dai rilievi, ci sono Nazareth ed il Lago di Tiberiade, mentre di fronte a noi si intravedono le costruzioni di Gerusalemme e Betlemme. E poi giù verso Sud, verso il deserto del Negev e verso l’Egitto, il Monte Sinai ed il Mar Rosso.

E mentre cerco di affastellare i ricordi, di quando visitai queste zone oltre dieci anni fa, laggiù in fondo, ad oltre 400 metri sotto il livello del mare, giace placido lo specchio d’acqua più caratteristico al mondo. La Genesi (19, 23-25) fa risalire la desolazione di queste terre ad una punizione divina:

Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

Una volta tornati sulla strada decidiamo di fermarci nell’unica spiaggia libera, che si trova all’altezza delle Hot Spring Pool. La macchina va lasciata a bordo strada, e tramite un ripido sentiero si riesce a raggiungere un piccolo e sporco accesso al mare. Troverete il posto senza problemi perché c’è molta gente del posto che si ferma e che scende verso il mare.

Da questo punto in poi non ci siamo praticamente più fermati, se non per fare carburante e per scattare qualche foto nel bel mezzo del deserto del Wadi Araba. Il Mar Morto ha lentamente lasciato spazio alle enormi vasche di deposito del sale, che viste dall’alto ricordano il profilo la nostra cassa toracica. Il riflesso dei raggi solari sull’acqua non c’è più: al loro posto il giallo della sabbia. La strada torna a correre parallela al confine: ogni tanto si avvicina cautamente fino a pochi metri, ogni tanto si allontana. Il segnale telefonico ci da più volte il benvenuto in Israele, ma le uniche presenze di vita sono sparuti gruppi di cammelli che vagano liberi alla ricerca dei pochi cespugli secchi che fanno capolino tra le dune. Il paesaggio si fa monotono, ed è intervallato solamente da torrette di controllo, apparentemente vuote. Non riesco nemmeno a scorgere i dirigibili-spia che tanto mi avevano colpito l’ultima volta che visitai queste zone.

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Arriviamo ad Aqaba che è pomeriggio inoltrato, e dopo una doccia veloce, ci rechiamo nella zona più turistica, vicina al porto. Troviamo senza fatica un pub inglese, il Rovers Return, e ci fermiamo volentieri per una birretta, accompagnati da quel flebile sentore di proibito. A cena decidiamo di andare da Hashem’s Son, un posto molto tipico e frequentato prevalentemente da persone del posto. Il proprietario non parla bene inglese, ma ci capiamo con i gesti ed i sorrisi. Il cibo è prettamente giordano, e le verdure accompagnano varie salsine, l’immancabile hummus con gli immancabili felafel. Il posto è pulito, per quanto possa considerarsi pulito un ristorante non turistico in Giordania, e offre una esperienza molto particolare: siamo gli unici occidentali, gli unici a non parlare arabo, e forse proprio per questo motivo ci sentiamo accolti e ben voluti. E poi è divertente cogliere di nascosto gli sguardi incuriositi degli altri avventori, e magari scambiarsi qualche parola, qualche occhiata, qualche momento di vita.

La mattina, dopo colazione, e dopo un ultimo sguardo al mare, dopo aver girato la testa di pochi gradi ed aver abbracciato la Giordania, l’Israele, l’Egitto e l’Arabia Saudita, ci mettiamo in macchina ed emozionati ci dirigiamo a quella che sarà un’esperienza indimenticabile. Ci aspetta un’oretta di spostamento, anche se entrambi i navigatori dicono di più.

Wadi Rum arriviamo!!!

 

Questo articolo fa parte della serie sulla Giordania. Questi sono gli altri link:

 

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2 pensieri riguardo “GIORDANIA low cost e fai da te: itinerario #2 fino ad Aqaba, passando per il Mar Morto e il Wadi Araba (con VIDEO)

  1. Buongiorno Matteo, trovo questo articolo davvero interessante. Purtroppo non riesco ad accedere agli ultimi 3 articoli..
    Sto pensando di fare lo stesso giro, partendo però da Aqaba col mio ragazzo. Secondo te è fattibile in 2 senza incorrere in situazioni pericolose?
    C’è qualche sito di quelli che hai visto in cui non torneresti?
    Grazie

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    1. Ciao Giorgia, purtroppo per una serie di vicissitudini non sono ancora riuscito a scrivere gli ultimi 3 articoli. Appena riesco li metterò online. Chiedo venia. Ho trovato la Giordania molto sicura, non penso proprio che avrete problemi a girare in 2. Del giro che abbiamo fatto rifarei tutto, ma se dovessi andare in primavera/estate rinuncerei alla capitale per stare un giorno in più tra Wadi mujib e mar morto

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