tramonto foggia pale eoliche

FUCACOSTE e COCCE PRIATORJE: a Orsara di Puglia la strada verticale tra tradizione e superstizione [con VIDEO]

di Matteo Bellocchio

 

Il fuoco elemento centrale, le persone in contemplazione e condivisione, le fiamme che attraversano le tenebre e uniscono due mondi, quello terreno e quello ultraterreno rendendo percepibile un legame impalpabile ma presente. La strada verticale.

Basterebbero queste poche righe scritte dal giornalista Francesco Quitadamo per riassumere l’essenza di un rito antichissimo, quasi esoterico, che fonda le sue radici, secondo recenti ricostruzione storiche, tra il XIII ed il XIV secolo, quando il potere della Chiesa in questi territori era oramai consolidato da tempo, come ho raccontato nell’articolo «TROIA: un equilibrista in bilico tra un passato glorioso e una scommessa da vincere».

La festa si basa su due elementi fondamentali della tradizione, che sono la luce, che brilla all’interno delle zucche antropomorfe (le cocce priatorje), ed il calore, sprigionato dai fuochi accesi agli angoli delle strade (i fucacoste). Si tratta di una realtà intima e profonda vissuta dagli abitanti di Orsara di Puglia, questo delizioso borghetto tra Foggia e Benevento, proprio là in mezzo ai declivi appenninici, «a metà tra montagna e campagna».

Il segnale arriva alle ore 19, quando, terminata la funzione religiosa, le campane della chiesa madre suonano a spron battuto e le famiglie accendono piramidi di ginestre, che in pochi minuti sprigionano delle scintille che si elevano al cielo. È la strada verticale che segna la diritta via alle anime del purgatorio, scese in terra e purificatesi con il fuoco. Le anime dei defunti, attirate dalla luce che si insinua nelle tenebre, riconoscono la loro dimora terrena grazie alle zucche illuminate, e si fermano per trovare i propri cari. Ha così inizio la processione delle anime, che dura fino a mezzanotte. Dopo bisogna correre a dormire, perché non ci deve essere contatto tra i due mondi, quello terreno e quello ultraterreno, quello dei vivi che ricordano e quello dei morti che vegliano.

fuoco acceso orsara puglia fucacoste cocce priatorje

La festa di Orsara è più antica di Halloween, e prende le distanze con la moda oltre-oceanica, oramai diventata trans-oceanica. Innanzitutto, dal giorno in cui si celebra: non la sera del 31 ottobre, quando si ricorda Santa Lucilla da Roma, alla vigilia di Ognissanti, ma il primo di novembre, alla vigilia della commemorazione di tutti i fedeli defunti. E poi per il significato intrinseco di questo evento, che oramai da oltre quindici anni richiama frotte di curiosi. Nonostante la totale assenza di ibridi carnascialeschi, come maschere, streghe e ragnatele, è inutile negare che qualche contaminazione con la commerciale Halloween ci sia stata, soprattutto per l’assidua presenza delle zucche, recentemente fatte oggetto di concorsi e di laboratori di intaglio per i bambini (nel video mostro le fasi dell’intaglio degli occhi a cura dei volontari della Pro Loco di Orsara di Puglia).

Anche se… Anche se gira una voce a cui nessuno crede ma che produce un’eco persistente, una voce probabilmente basata su semplici coincidenze che però non trovano ancora una smentita categorica, lasciando libera la fantasia di volare nella notte dei tempi. Questa zona ha subìto, dalla fine dell’Ottocento all’inizio del Novecento, una forte emigrazione verso la terra promessa, gli Stati Uniti dell’American Dream, dove gli orfani di questa tradizione antichissima esponevano dei lumini sulle finestre, per accogliere le anime dei defunti attirate dalla luce. Vi suona familiare questa storia?

Tutto ciò ha prodotto un forte interesse della comunità foggiana verso questo evento, che negli ultimi anni ha valicato i confini provinciali, spingendosi prima verso i territori limitrofi, e poi sfociando definitivamente in tutta Italia e anche oltre. Orsara è riuscita a superare la diffidenza verso coloro più interessati al lato festoso, perché, come dice Quitadamo,

è un paese che riesce a essere, allo stesso tempo, fiero della sua linfa culturale e aperto agli altri. Ma aperto sul serio. A Orsara piace condividere. Farsi leggere, “fornendo i testi autentici” però. La cultura qui è ancora forma, rispetto e sostanza. È terra, forza e sapienza per coltivarla e trarne i frutti. È un discorso complesso, che però ha a che fare con la semplicità delle mani e delle tradizioni contadine.

 

Clicca qui per vedere il video sul canale Youtube!

immagine video fucacoste e cocce priatorje

Clicca qui per vedere il video sul canale Youtube!

 

Il video è stato realizzato utilizzando le musiche registrate in presa diretta durante l’evento. Chiedo quindi scusa se l’audio in alcuni momenti potrebbe risultare “sporco”, ma ritengo che in questo modo si riesca a sentirsi più coinvolti in un evento che deve essere vissuto dal vivo, perché il fumo che ottura le vie respiratorio e l’odore che si impregna sui vestiti non sono riproducibili in un video.

Ringrazio Rocco Dedda, vicesindaco del Comune di Orsara di Puglia, per essersi prestato a raccontarmi la storia dei Fucacoste. Ringrazio anche Daunia Press Tour per l’organizzazione: Luca, che ho avuto il piacere di riabbracciare, Mariangela, che ho avuto il piacere di conoscere meglio, e Gianni, che ho avuto il dispiacere di averlo a fianco troppo poco a causa dei suoi impegni lavorativi. Ultimo, ma solo perché vorrei ringraziarlo in modo particolare, Francesco, che non si è fatto vedere, ma che con le sue parole mi ispira a crescere e mi insegna come si scrive. A voi vanno i miei più sinceri grazie.

One thought on “FUCACOSTE e COCCE PRIATORJE: a Orsara di Puglia la strada verticale tra tradizione e superstizione [con VIDEO]

  1. E allora il grazie va anche a te Matteo, che con le tue parole ed il tuo video mi hai fatto rivivere una notte all’insegna delle tradizioni sentite che vorrei non si perdessero mai!

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