CUZCO: il dolce naufragar dall’Altiplano alla Sierra

di Matteo Bellocchio

 

Questo articolo è stato scritto per gli amici di Latitude 180, con i quali condivido la stessa vision: più qualità e meno quantità, più emozioni e meno sotterfugi digitali. Per questo motivo ho accettato con gioia l’invito di collaborare con loro. Cari Riccardo e Rosalba, GRAZIE! Il resto del racconto lo potete trovare cliccando qui.

 

È lunga la strada che dal lago Titikaka porta fino a Cuzco. Per raggiungere la sierra meridionale bisogna prima fluttuare su questo immenso pianoro, che nella geografia locale viene indicato con la parola Altiplano, quasi fosse un eponimo eroe mitologico. Si tratta di un’immensa area che da Arequipa passa per Puno e giunge fino al passo La Raya, l’apogeo del percorso, con i suoi 4335 metri sopra il livello del mare. Qui, il ghiacciaio lambisce l’unica strada asfaltata,

mentre a poca distanza una improbabile linea ferroviaria quasi in disuso incarna Davide contro il gigante Golia, nella sua lotta quotidiana contro il vento che sferza i visi e gonfia le giacche impermeabili dei turisti.

 

Questo articolo è stato scritto per gli amici di Latitude 180, con i quali condivido la stessa vision: più qualità e meno quantità, più emozioni e meno sotterfugi digitali. Per questo motivo ho accettato con gioia l’invito di collaborare con loro. Cari Riccardo e Rosalba, GRAZIE! Il resto del racconto lo potete trovare cliccando qui.

 

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