DARINKA MONTICO: Walkaboutitalia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni [RECENSIONE]

di Matteo Bellocchio

 

Se vuoi supportarmi metti un like alla pagina Facebook di Travels Telling o segui il profilo Instagram @travelstelling_ cliccando qui. Per te è un piccolo gesto, ma per me è un grande riconoscimento per il lavoro svolto!

 

Voglio essere quello che sogno. Ora o mai più. E se non mi fosse successo tutto quello che mi è successo negli ultimi mesi sicuramente sarebbe stato mai più. Invece è ora! Cancellare il grande MA che separa i sogni dalla realtà. Infrangere la paura prima che sia lei a prendere in mano le redini della sua vita definitivamente.

“Walkabout” è un termine coniato dai coloni inglesi per definire il rito ancestrale che gli aborigeni australiani compivano durante il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, abbandonando la tribù e vagando a piedi per gli infiniti spazi, per connettersi nuovamente alle loro radici ancestrali e con i loro antenati. Ce lo svela molto bene Bruce Chatwin, con questo pezzo tratto da Le vie dei canti: «Il Viaggio era di per sé il rituale, che la strada verso gli altipiani era la Via, e che il montare e smontare le tende era una preghiera più eloquente di quelle recitate nelle moschee. […] Gli aborigeni si muovevano sulla terra con passo leggero; meno prendevano dalla terra, meno dovevano restituirle».

È chiara e appurata, oramai, l’esistenza di un filo conduttore di questi viaggiatori che, scottati da esperienze poco felici, decidono di abbandonare tutto e vivere il viaggio come viatico di redenzione. Sono le stesse motivazioni di cui ho già avuto modo di parlare nella maggior parte degli articoli che trovate in questa sezione. E così è anche per Darinka Montico.

Maledetto amore, come lava calda mi àncora o mi sposta tra zolle tettoniche. È colpa sua se mi trovo qui adesso, motore di ogni cosa. Questa volta mi spinge, mi spinge lontana dal dolore.

E lontano da tutto e da tutti. Decide di lasciare Stresa, sulle sponde del Lago Maggiore, e di girare l’Italia: da sola ma accompagnata da una scatola con disegnato sopra un orecchio, per raccogliere i sogni di tutti; senza soldi, ma con la convinzione di potersi affidare alla generosità delle persone che via via incontrerà lungo la strada, sconosciuti in cui riporre la propria fiducia, «barattando un tetto per sorriso, un pasto per un sogno, una storia per un’altra storia». E tutto questo a piedi, conquistando il panorama passo dopo passo, lentamente, senza paura di essere sé stessi, senza paura dei giudizi e dei pregiudizi.

DARINKA MONTICO: Walkaboutitalia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni [RECENSIONE]7772_o

Il cammino parte dalla Sicilia, e fino a Napoli ripercorrerà le tappe della spedizione dei Mille. All’Italia Meridionale è dedicata gran parte del volume, forse per omaggiare l’ospitalità della gente e bilanciare l’avarizia del Nord. È un inizio non facile, dove «lo zaino mi tira indietro e l’erba mi tiene ferma», e solo la forza di volontà la spinge avanti. Camminando lentamente sulle tortuose stradine dell’entroterra, e parlando con coloro che la ospitano, incominciano ad emergere i mali che affliggono questa parte d’Italia. Sono i sogni della gente che si ritrovano nella scatola e che parlano di disoccupazione giovanile, di emigrazione, di immigrazione, di lavoro, di mafia, e che tutti si augurano che questi problemi possano prima o poi essere risolti. E così passa il primo mese, tra queste terre, vestigia di un glorioso passato risalente alla Magna Grecia, tra questa «bellezza costeggiata da sacchetti di plastica», dove il muscolo più esercitato è il cuore, e non il polpaccio o il gluteo.

La seconda tappa è la Calabria, e il confronto con la Sicilia è sconfortante. C’è un clima di rassegnazione serpeggiante, con la spazzatura che sommerge le strade, una gestione turistica del territorio inesistente e delle eccellenze eno-gastronomiche senza marketing:

un potenziale incredibile e un menefreghismo altrettanto incredibile.

Anche le vie di comunicazione sono limitate, e spesso fanno fatica a segnare un terreno anche morfologicamente difficile, fatto di sali e scendi, di vallate collegate solo dallo sguardo, con gli incendi dolosi che mandano messaggi di avvertimento come facevano gli indiani. Il cammino prosegue tra paesini arroccati in alto ai rilievi collinari, abituati ad un passato fatto di invasori e incursioni, dove gli anziani si siedono ancora al bordo della strada. Sono paesini solidi e vissuti, ma spesso decadenti e semi abbandonati, mentre i centri più grandi sono brutti agglomerati urbani sul viale del tramonto, dove gli ospizi hanno superato in numero le scuole. La scenografia è quella di costruzioni abusive e grigi edifici su cui svettano pilastri di piani non terminati, una specie di non finito calabro, meno famoso della tecnica michelangiolesca ma molto più brutto da vedere.

La pena fisica è un sollievo rispetto alla pena del cuore.

DARINKA MONTICO: Walkaboutitalia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni [RECENSIONE]

Si chiude così anche il secondo mese di viaggio, e finalmente Darinka può allontanarsi dalla rassegnazione, dalle alzate di spalla senza speranza come risposta più frequente, dall’apatia, e dirigersi verso l’estate ed il sole del Salento. Tre mesi di “walkabout” in cui ha potuto viaggiare da sola e quindi avere del tempo per «pensare, riflettere, stare con me stessa e mettermi in sintonia con la natura e con le popolazioni incontrate lungo il cammino», un tempo da spendere per ricalibrare la scala di ciò che è importante.

Dopo la Puglia, Napoli e la Campania, e da qui Roma, Viterbo, Lucca, la costa toscana, Genova, e poi su verso il Piemonte, sempre con quella scatola di legno sottobraccio, sempre con quell’orecchio disegnato pronto ad ascoltare i sogni della gente. E ormai la scatola è piena, traboccante di foglietti su cui spiccano scritture diverse, alcune precise e altre incerte. Ne emerge un quadro desolante, di un popolo spaventato, i cui sogni sono una vera e propria denuncia sociale. Si sogna ciò che non si ha in questo bistrattato Paese: giustizia, realizzazione professionale, meritocrazia, rispetto per la natura, ricchezza, salute, amore, serenità.

DARINKA MONTICO: Walkaboutitalia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni [RECENSIONE]

E dopo 7 mesi, 10 giorni e 2910 chilometri Darinka giunge finalmente a casa, anche se questa volta sarà lei ad essere rassegnata. «La mia casa non mi aspetta alla fine di questo viaggio, la mia casa non so ancora dove sia e dovrò continuare a cercarla. Negli altri posti, non avendoci vissuto, non conoscendo né le persone né la mentalità, non sono rassegnata. Qui invece temo che il nulla abbia già vinto da molto tempo, almeno su di me, perché non so se valga ancora la pena di lottare».

Era partita sognando di non avere più sogni, di porre un freno all’irrequietezza, di poter raggiungere la pace dei sensi, di riuscire finalmente ad accontentarsi, senza vivere sempre nella perenne ricerca di qualcosa e forse nella perenne insoddisfazione che ci spinge a migliorarci:

non sapevo cosa cercassi quando sono partita, ora so che cercavo redenzione, il perdono da me stessa.

 

Photo credit: Darinka Montico

 

Se vuoi supportarmi metti un like alla pagina Facebook di Travels Telling o segui il profilo Instagram @travelstelling_ cliccando qui. Per te è un piccolo gesto, ma per me è un grande riconoscimento per il lavoro svolto!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...