Travels Telling, che succede?

di Matteo Bellocchio

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Travels Telling, che succede?

È questa la domanda che mi sento ripetere più spesso da qualche mese a questa parte.

Come avrete notato, da novembre non ho pubblicato più nulla sul blog, e le pagine social sono rimaste colpevolmente in silenzio. Il motivo? Nessuno in particolare, ma tanti in generale. Cercherò di fare un po’ di chiarezza.

Ho aperto il blog nel febbraio 2018, con l’obiettivo di crearmi maggiori opportunità per viaggiare. E ci ero quasi riuscito. Sono anche stato invitato a due progetti di promozione turistica nel territorio di Foggia, e diventando nel frattempo coordinatore di WeRoad. Ad agosto, però, ho ricevuto la grande notizia: io e mia moglie aspettiamo una bimba, che arriverà tra pochissimo. Da settembre, quindi, ho preferito rimanere a casa, annullando anche un viaggio in Giappone già organizzato nei minimi dettagli.

Ho scelto di esserci.

Con il venire meno la possibilità di spostarmi, è conseguentemente scomparso il materiale sorgente. Come faccio a scrivere di viaggi non viaggiando? Tutto questo considerando anche il fatto che gli articoli su Uzbekistan, Giordania e Islanda sono quelli più letti, e che generano quotidianamente importanti accessi al sito, spesso da ricerche provenienti dai vari motori di ricerca. Ho così deciso di mettere in pausa la sezione IMPRESSIONI DI VIAGGIO.

COORDINATORE WEROAD matteo bellocchio

Avevo quindi intenzione di proseguire, tenendo aggiornata la sezione delle recensioni dei libri. Mi sono però accorto che necessitavo di una pausa salutare: leggere dei viaggi degli altri mi portava a galla una strisciante malinconia. A questo ho aggiunto gli impietosi numeri che (non) raggiungono i miei articoli di questo tipo: pochissime visite e troppe ore impiegate per scriverli. Due indizi fanno una prova: ho così deciso di mettere in pausa anche la sezione LETTERATURA DI VIAGGIO.

Ricapitolando: una bimba in arrivo, una casa in ristrutturazione (dovrei avere il trasloco in questi giorni) e un lavoro che amo (insegno nelle scuole e nelle aziende) che mi assorbe molte energie. Cosa rimaneva da fare? Nulla, se non prendermi un po’ di tempo per capire. È passato qualche mese e una soluzione ancora non si palesa. Senza cadere nella trappola della superficialità, sto ragionando sulla possibilità di fare articoli e recensioni più brevi. Ma anche qui bisogna andare con i piedi di piombo: ogni tanto mi capita di leggere qualche riga scritta da miei “colleghi” che mi fa accapponare la pelle dalla banalità di ciò che c’è scritto.

Mi ero promesso, prima di iniziare questa avventura, che non mi sarei mai inginocchiato al click facile, ai titoli ad effetto su stupidaggini senza contenuto, alla presa in giro degli utenti in cambio di qualche visual in più. A tutto ciò voglio rimanere fedele, sempre.

E quindi, che succede? Succede che sto vivendo un periodo magnifico per me, Matteo Bellocchio, ma pessimo per me, Travels Telling. Ed è il momento di pensare senza alcun dubbio alla salute del primo, anche se il secondo preme ed è lì, vivo, che cova sotto le ceneri.

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